
Oggi mi è arrivata una simpatica lettera: "Sono "approdata" da un mese ai suoi testi
Alimentazione naturale e
Manuale di terapie con gli alimenti. Una vera e propria manna dal cielo! Complimenti!
Sono naturopata, posso dire ormai che lavoro come tale da più di un anno e principalmente con l'alimentazione, occupandomi di riequilibrio alimentare principalmente attraverso i test delle intolleranze.
La mia domanda sorge spontanea: cosa ne pensa delle tanto famigerate/pubblicizzate intolleranze?
Ho appena letto il giusto elogio al lievito di birra nel suo libro e sono d'accordo con lei, ma come mai poi arrivano quasi tutti a farsi curare la pancia gonfia e 'lievitano' continuando a mangiare focaccine, pizze, pane, biscotti, grissini, etc.?
Come poter suggerire il lievito di birra come integratore a gente che lievita già per conto suo? :-)). La mia domanda è serissima.
Le dico che uso il test delle intolleranze (EAV) come punto di partenza verso una ri-educazione alimentare delle persone che si rivolgono a me, cercando di togliere loro cattive abitudini e reintrodurre un'alimentazione più bilanciata e naturale possibile. Io stessa ho seguito e seguo da anni questo percorso e la salute non ha fatto che migliorare.
Quel che cerco di fare nel mio piccolo è far prendere coscienza le persone di quel che fanno e mangiano e considero vero successo trasformare il cattivo in buono. Attraverso una sorta di reset bilanciato.
Sappia che predico a spron battuto contro lo zucchero - nascosto ovunque, maledizione! - e sostanze come i glutammanti e oli vegetali di dubbia natura... ma come dire a una persona che abusa di cibi schifezze e presenta anche disturbi correlati di sostituire lo zucchero col miele e il pane col lievito di birra?
E' giusto, secondo lei, il periodo di reset togliendo gli alimenti che contengono quel prodotto "incriminato"? (2 mesi, con dieta a rotazione in cui un giorno alla settimana tutti gli alimenti sono assumibili, anche quelli 'proibili', seguendo la scuola di Attilio Speciani)
A me sembra sempre più che il problema non sia l'intolleranza, ma semplicemente il sovraccarico/abuso... è questo che 9 volte su 10 mi sembra suggerire la mia macchinetta. o così la leggo...
Mi piacerebbe sapere come la pensa!
grazie mille!
daniela migliorati
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Grazie Daniela e auguri per la sua professione. Intolleranze e incompatibilità varie sono diventate comode scappatoie per giustificare ogni tipo di male. Un giorno rideremo di questa mania. Si toglie il cibo incriminato e voilà, tutto dovrebbe essere in ordine. O no?
No, quasi mai funziona davvero. Senza contare che, togli questo, togli quello, la nostra famosa "alimentazione variata" va a farsi friggere: diventa solo una teoria. Ma ci pensiamo che ogni alimento vegetale contiene migliaia di sostanze chimiche naturali? E che, se il nostro organismo non funziona perché mangiamo e viviamo male, le probabilità di trovare una sostanza "antipatica" sono tante? E che non possiamo semplificare e impoverire più di tanto la nostra dieta-tipo già tanto povera? E come mai gli Antichi non accennavano mai a questo problema?
Lei, perciò, sul momento tolga pure l'alimento sospettato, ma prepari il soggetto a riconsiderare tutta la sua alimentazione.
E a proposito di ventri gonfi. Io a 15 anni soffrivo di colite spastica (colon irritabile), e il medico mi vietò tutto: verdure, frutta, legumi, erbe, cibi piccanti, fritture. Per fortuna non lo ascoltai. Tranne gli ultimi, sono gli alimenti che ho mangiato e che tuttora mangio di più. Qualche anno dopo diventai appassionato di alimentazione naturista e imparai a mangiare tutto completo e integrale: cereali, legumi, verdure e frutta, oltre a pochi cibi animali, per lo più latticini e uova.
In Italia, come lamenta lei, c'è davvero un abuso di cibi amidacei. Troppi per un popolo di non-sportivi. E, a parte l'eccesso calorico, fanno male perché sono raffinati. Se fossero completi, darebbero senso di sazietà molto prima, e perciò se ne mangerebbe molto meno. Inoltre darebbero vantaggi farmacologici per le sostanze presenti nel rivestimento, tutte antinutrizionali: fibre solubili e insolubili, polifenoli, saponine, inibitori delle proteasi, fitati, lectine ecc.
Faccia così: nei casi critici sostituisca i cereali raffinati (pasta, patate, pane, riso, pizze, grissini, toast e croissant ecc) con analoghe forme di cereali integrali. Se nel paesino X non trovano la forma corrispondente di cereali integrali, la si sostituisca con un'altra forma o un altro cereale integrale. Esempio: se a Borgone di Susa non c'è il buon pane integrale (in Italia il pane integrale è pessimo, quasi sempre "finto-integrale"), la ragazza o l'anziano facciano colazione con i fiocchi di avena o con budini di semola integrale di grano (in pratica polenta) dolcificati con uvetta e poco miele e melassa.
E non è finita. Mangiamo troppi cereali. Una parte di questi, anche se diventati ormai integrali, la sostituisca con porzioni abbondanti di legumi (dalle lenticchie ai ceci) e con verdure crude e cotte. I legumi sono antiossidanti, ma anche dimagranti per le tante sostanze anti-nutritive che hanno. E mangiati spesso - anche ogni giorno - non danno nessuno dei problemi digestivi che danno se sono mangiati di rado.
Un'altra parte dei cereali la sostituisce con le verdure di color verde scuro o molto colorate (rosso, arancione, violetto): sono ormai la medicina N.1 d'ogni giorno: ne dobbiamo consumare almeno 3 porzioni al giorno. Più almeno 3 porzioni al giorno di frutta acidula o molto colorata, quella che macchia dita e tovaglia (arance sempre, e nelle stagioni giuste prugne, fragole, mirtilli, uva nera, meglio se "da vino"). Sono le più ricche di antiossidanti.
Niente fritture e solo olio extra crudo (calcolato a cucchiai: 1 per il primo piatto e 1 per il secondo o l'insalata).
Faccia cominciare da un "antipasto" di insalata mista: così le pareti intestinali si distenderanno e i soggetti avranno meno fame per la seconda portata.
Faccia sostituire gran parte della carne e del formaggio col pesce. Ma per usufruire degli acidi omega-3 bisogna mangiare anche il fegato del pesce...
Tutto questo dovrebbe dare una svolta dietetica e rafforzare le difese.
Ma guardi che gli Italiani sono molto conservatori, specialmente delle tradizioni sbagliate: troverà molto difficile farli passare all'integrale. Perfino i nutrizionisti italiani di Stato non l'hanno calo trovano difficile, e hanno censurato la "piramide" alimentare. Solo in Italia (pressioni degli industriali, che temono il rifiuto del pubblico?) ancora si parla di pane e pasta in genere, senza specificare "integrali".
Sul lievito, tranquilla: quello in polvere o in compresse per uso da integratore è devitalizzato e non fermenta. E' un ottimo ausilio per la digestione e per il complesso vitaminico B.
Il dolce e lo zucchero sono un problema "culturale": siamo ormai abituati al dolce consolatorio, a differenza degli Antichi. Ridurre questa assurda dipendenza che sbilancia tutta la dieta. Recuperare le antiche e sanissime colazioni del mattino non dolci. P.es. pane integrale, ricotta, con un pizzico di sale e timo o origano tritato, un tè verde e 2 arance.
Sui miei libri da lei citati, se dovesse trovare disparità, dia retta più al Manuale di Terapie (più recente e con tutti gli studi da me studiati e controllati).
Complimenti per averli trovati: sono entrambi ormai esauriti.
A lei, cara Daniela, il saluto mio e dei 22 partecipanti del "Corso intensivo di Alimentazione Naturale e Terapie con gli Alimenti", che proprio in questi giorni sto tenendo a Roma.
Chissà che non riesca a tenerlo anche nella sua città.
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Foto: lievito di birra in polvere devitalizzato per uso come integratore alimentare. Per il dosaggio è più adatto quello in compresse (2 in ciascuno de 3 pasti della giornata)