ADAMO BATTE EVA? Per naturisti pigri la zuppa miracolo da 30 secondi
Singoli e ammogliati (o maritate), comunque pigri di tutto il mondo, uniamoci! Purché naturisti e salutisti, s’intende. Ho detto "singoli"? Be’ in fondo lo siamo tutti dentro di noi. E c’è una bella differenza tra singoli maschi e femmine. Nessun maschio sopra i 5 anni, per esempio, resisterebbe alle scialbe "minestrine delle suore" fatte da certe fanciulle. Capaci di mettere le zucchine pure sui quadrucci. Non so voi, ma per me un brodino di semini col dado sarebbe il casus belli per la rottura del fidanzamento!Sì, d’accordo, noi maschi saremo pure istintivamente bravi e creativi, più creativi che fedeli esecutori, però, come dimostrano i tanti improvvisati cuochi, chef e critici gastronomi. Segno che le "pari opportunità" ci sono pure, ma – come dire – non si esprimono ancora sotto forma di concorrenza apprezzabile… Insomma, diciamo che le donne hanno ancora mooolta strada da fare.
Però, quello che è giusto è giusto, prendete una donna a caso, anche la giornalista meno brava in cucina, quella da cui non andreste mai a cena: be’, di sicuro una minestra te la sa preparare decentemente. E con almeno 3 o 4 ingredienti. Sempre la solita, magari. Mentre un uomo o si rifiuta, o la sbaglia in modo plateale, e per correggerla ricorre a rimedi pazzeschi e fantasiosi, oppure per sbaglio fa un capolavoro.
Diciamo che, eehm, noi ci impegnamo solo quando c’è pubblico e critica, quando cucinare insomma diventa una sfida intellettuale. E allora lottiamo per l’ovazione. Per due-tre persone non ci sprechiamo, figuriamoci per una sola (noi stessi). Succede perciò che molti maschi singoli, che in teoria avrebbero le potenzialità d’un artista della tavola (cuochi e pittori sono parenti: entrambi scelgono e combinano colori), magari igienisti, salutisti, vegetariani ecc., poi si riducano a ingozzarsi come disperati bulimici al terzo stadio direttamente dal frigorifero. "Io sono crudista", si era inventato un tipo.
Gente rozza che con la scusa di ignorare il cibo poi di fatto dà l’impressione non tanto di vivere per mangiare, quanto di mangiare per vivere. Con grande scandalo e irrisione delle donne, che non aspettano altro, le perfide, per sparlare. "Trogloditi", sibilano. "Incapaci di provvedere a se stessi". "Che preoccupante regressione", danno loro manforte le colleghe psico-sociologhe.
Perciò vengo in soccorso del solito povero maschio singolo ingiustamente bistrattato, sempre sotto meschino ricatto gastronomico di madri, sorelle, amanti, con una sana, nutriente e leggera zuppa istantanea "ogni stagione" adatta a chi non ha tempo. Per me, ovviamente, è vecchia come il cucco, tanto intuitiva che in una cucina naturista bisognerebbe essere acrobati per averla finora evitata. E' il secondo modo più intelligente per usare l'ottima avena (il primo è la colazione dolce del mattino con la frutta mista), in sostanza è un porridge scozzese ingentilito. Loro, però, usano la farina, non i fiocchi, e lo cuocevano troppo a lungo, e nel latte, tanto da avere una pappa che non piaceva neanche agli Inglesi (è tutto dire). Ora hanno imparato a cuocerlo "solo" 5 minuti, e lo stanno recuperando in tutto il Regno Unito come colazione salutista, che ormai viene cosparsa di miele, ribes, mirtilli e frutti di bosco, ha scritto il Telegraph. Insomma, un muesli caldo in forma di minestra densa.
Mi piace chiamarla "Zuppa del single naturista". Un piatto semplice e con i fiocchi, è il caso dirlo.
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Scaldare una tazza d’acqua. Nel frattempo, direttamente dalla busta, versare in una capace scodella una manciata di fiocchi di avena proporzionale alle proprie capacità metaboliche (50-100g), cospargere d’un buon pizzico di sale integrale o sale alle erbe, aggiungere un ciuffetto di prezzemolo tritato, foglioline sbriciolate di timo, santoreggia o origano o altre erbe a piacere, sapori o spezie secondo il gusto, come zenzero, curcuma o peperoncino, qualche fettina di aglio (se la persona single è in pace con i sensi ed ha deciso di non uscira la sera… e neanche la mattina dopo), un cucchiaio o poco più di ottimo olio extravergine di oliva, e infine l’acqua bollente q.b. Non esagerate con l’acqua, signori maschi. Le donne lo capirebbero ad occhio "quanta acqua si deve versare in una scodella perché non si versi" e perché la cosa non assomigli ad una trasparente brodaglia militare dei secoli della carestia. Una volta vidi un giovane accanirsi inutilmente con un litro d’acqua contro una povera minestrina di pochi grammi. Non poteva capacitarsi di come la seconda non fosse in grado di accogliere la prima. L’esondazione che ne seguì, lungi dal meravigliarmi, mi riportò con piacere ai racconti di Jerome K. Jerome ("Tre uomini in barca").
Si consuma subito. Un amico che dopo aver versato l’acqua si accingeva a gustarla fu chiamato al telefonino col cucchiaio in mano da una giovane amica albanese da poco conosciuta. Fu un lungo e mimato alterco con punte anche di alta drammaticità, fatto sta che dopo mezz’ora la soave minestrina si era ormai trasformata gonfiandosi in un porridge scozzese, per giunta freddo.
S’intende che l'acqua può essere anche quella di verdure o legumi: la minestra viene anche meglio. E anzi, avendo 5 minuti in più, si possono cuocere 2 carote medie affettate fine, con coperchio, fiamma media e poca acqua. Sono cotte quando la forchetta penetra facilmente, signori maschi. Versare il tutto (carote e relativa acqua) sui fiocchi secchi. In questo caso ci vuole un pizzico di sale in più, oltre ai condimenti di cui sopra.

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