mercoledì 1 aprile 2009

IL NOME DELLA COSA. Ippocratica, naturista, salutista, o "naturale"?

La storica I ed. (giugno 1980, pp.300). La Scienza finalmente cominciava a studiare gli alimenti dando ragione ai naturisti. E sugli studi scientifici puntai nella 2.ed. (copertina con la mela rossa di una rara edizione per il Club degli Editori) e nella 3.ed. (1992-2001) che trasformarono il libro in un manuale di 760 pagine.
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COME NACQUE "L'ALIMENTAZIONE NATURALE"
Naturalmente, l'alimentazione naturale dell'Uomo, nel senso antropologico ed evolutivo che oggi diamo all'espressione, è sempre esistita. Ma non aveva un nome. Quando dal dicembre 1979 al marzo 1980 scrissi per la Mondadori la I ed. del manuale "L’Alimentazione Naturale", che sarebbe apparso in libreria nel giugno 1980, ero ben consapevole che stavo inventando il "nome della cosa", e quindi la materia stessa.
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QUALE NOME?
A quei tempi, ricordo bene, non esisteva l'espressione né il concetto di "alimentazione naturale". I nomi esistenti erano "cibo sano" o "alimenti sani" (genericamente, da Ufficio d’Igiene, NAS o Istituto Superiore di Sanità), alimentazione tradizionale o contadina o antica o mediterranea, "dieta ippocratica" per i colti umanisti , che per noi naturisti diventava "regime naturista" o "alimentazione naturista", il vegetarismo o "dieta pitagorica" (che allora si chiamava erroneamente "vegetarianesimo"; fui io in articoli e conferenze a imporre il più corretto "vegetarismo"), la sottospecie vegetalismo, la dieta macrobiotica, ma qualcuno parlava anche di cibi o alimenti naturali, nel senso di semplici, non industriali o artefatti, e una cuoca scrisse un ricettario coi cibi "integrali".
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L’ALIMENTAZIONE "NATURISTA" SAREBBE STATO MEGLIO, MA...

Non esisteva il nome di un intero regime alimentare ippocratico ma modernizzato dalla Scienza come lo intendevo io. O meglio, il nome corretto del regime alimentare "naturale" per l’Uomo, inventato dai nostri progenitori per prove ed errori tenendo conto di quello che offriva il terreno e il clima intorno, e quindi secondo Ippocrate, gli Antichi, l'ippocratismo e i naturisti ippocratici, anche preventivo e curativo ("Il cibo ti sia medicina, e la medicina cibo"), sarebbe stato, riportato ai nostri tempi, senza dubbio "Alimentazione Naturista". E così la chiamavamo all’interno della mia LeNa, la Lega Naturista, fondata da me nel 1975, primo club ecologista in Italia. E il termine aveva anche dei sinonimi allora accettati: il Naturismo era anche, ovviamente, salutista e igienista. Ma mettendomi dalla parte della gente furono da me giudicati semantemi troppo privativi e spartani, cioè negativi per un grande e popolare libro-manifesto.
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L'INTUIZIONE DAGLI "ERRORI" DEGLI ALTRI
Così, mentre scrivevo il libro cambiai titolo, dopo aver fatto un test su mia nonna. Naturista era troppo difficile perché si rifaceva al Naturismo, movimento filosofico e scientifico che prendeva le mosse da Ippocrate, meglio il più vago e ambiguo "naturale": come inesattamente avevano scritto pochi scrittori naturisti del Novecento, e poi il medico Luciano Pecchiai in alcuni articoli sul Corriere ("alimenti naturali" e "alimentazione naturale") e in un libriccino Sonzogno il medico Renzo Pellati ("I cibi naturali"), entrambi negli anni 70.
Così facendo violenza alla definizione scientifica "naturista" scelsi il vago ma eufonico "Alimentazione naturale". Per fortuna imparai subito a rispondere all'inevitabile semplificazione degli ingenui che la identificavano con la Natura: invece era "naturale per l'uomo", il suo regime elettivo nei millenni. Così, feci di necessità virtù. Trasportata nell'antropologia, la definizione divenne più scientifica di "naturista".
Comunque, era la prima volta che usciva un libro con questo nome. E fu un libro di grande successo per vent'anni, un libro che al suo apparire fece epoca, divenne livre de chevet e libro di culto, con molta meraviglia (e un po' di autoironia laica) da parte dell'autore, che non ama i Miti. Ma per la prima volta aprì gli occhi a tutti, compresi molti intellettuali, scrittori e ambientalisti (da Dacia Maraini a Grazia Francescato, a Fulco Pratesi, e così via). E il titolo del libro dette il nome all'intera materia.
Un nome così bello che se ne impossessarono ditte, cooperative, erboristerie, ristoranti, finti esperti, furbi di ogni risma che ne approfittarono per metterci dentro le loro idee balzane. Oggi per "alimentazione naturale" i depliant finto-scientifici delle ditte produttrici e molti siti di internet danno a intendere gli... integratori. Cioè una dieta farmacologica: il massimo dell'artificiale.
Se avessi saputo l'uso mistificatorio, commerciale, sottoculturale, parziale o ideologico che qualcuno ne avrebbe fatto, avrei registrato il logo, allora che si poteva.

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2 Comments:

Blogger xgold said...

é una battuta ma "l'alimentazione naturale",prima edizione, mi ha un poco salvato la vita, infatti prima di leggerlo, non sapevo niente di alimentazione, dopo ho cercato di seguire i consigli del libro, ora a 65 anni, anche se con un qualche chilo di troppo, sto bene, non ho mai visto un ospedale, raramente il medico, solo per controlli, forse merito di un'alimentazione cosciente!

5 aprile 2009 21:28  
Blogger Nico Valerio said...

Sì, puoi immaginare quante persone mi hanno detto questo, a cominciare dalla Dacia. Erano tempi quelli in cui ci entusiasmava per un libro e lo si prendeva a modello di vita. Io andai apposta in Franca e Gran Bretagna per cercare libri che in Italia non c'erano.
Oggi sarebbe impossibile: la nostra attenzione è diluita tra migliaia di siti sul Web, spesso contraddittori e mal fatti, e la manualistica è morta per troppe cattive imitazioni degli editori alternativi. Moneta cattiva scaccia moneta buona.
Io lo scrissi di getto eroicamente in appena 3 mesi, scrivendo tutto il giorno, senza neanche sapere se sarebbe stato pubblicato.

5 aprile 2009 23:26  

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