domenica 1 novembre 2009

PREZZI. Il diavolo sta col cibo spazzatura: più care frutta e verdura

Già in precedenza, zucchero raffinato, bibite da bar, birra, panini, margarina, strutto, oli di semi vari "da friggere", caramelle, creme spalmabili, salse, gelati, biscotti e dolcetti vari, insomma tutto il junk food di cui si riempiono il carrello pensionati dimessi, adolescenti e casalinghe in preda al raptus "carestia", costavano pochissimo.
Che invidia per noi virtuosi, che senza carrello reggevamo in un acrobatico abbraccio sei pacchetti di spaghetti integrali, 2 scatole di pizzoccheri della Valtellina, una confezione di yogurt da mezzo litro senza l’aggiunta di nulla, 1 bottiglia di passata di pomodoro semplice, un tubetto di doppio concentrato ("licopene antiossidante a 45 cent": che slogan che si è perso il grafico!), 2 buste di verdure scelte e pesate da noi (già, niente buste pronte: è provato che hanno molto meno vitamine). E facevamo anche il nobile gesto di rifiutare le sportine di plastica, indicando lo zainetto pronto dietro le spalle (ma sì, basta, non se ne può più con le plastiche, torniamo alle sportine di tela o alle reti, utilizzabili migliaia di volte).
Ma ora, in piena crisi economica, la disparità tra viziosi e virtuosi davanti alla cassa dei supermercati è ancora più marcata. I primi, anziché essere puniti (tanto verranno puniti dalla sorte, vien fatto di pensare cinicamente stando in fila), sono stati avvantaggiati dal crollo delle economie mondiali. Le loro schifezze costano meno, sempre meno, rispetto ai vegetali freschi e all’integrale. Senza contare il "bio", che già costava un occhio della testa.
Di questo paradossale aumento dei cibi salutari si sono occupati anche i nutrizionisti e gli economisti di mezzo mondo. I secondi hanno elaborato perfino qualche studio statistico. Frutta e verdura fresca sono aumentate molto di costo e quindi di prezzo. Mentre il "cibo spazzatura" di cui si ingozzano beati e ignari i nostri dissimili è scandalosamente economico. Ormai è chiaro che Satana è dalla loro parte, ovvio; e come potrebbe essere altrimenti?
Il grafico, tratto dal Bureau of Labor Statistic, mostra che la tendenza negli Stati Uniti dura da decenni, e che negli ultimi tempi si è solo rafforzata. Dal 1978 ad oggi, con la correzione dell’inflazione, il prezzo dei vegetali freschi (verdura e frutta) è salito del 40 per cento sulla linea dell’indice generale dei prezzi, mentre il prezzo di bevande gassate, birra e burro è addirittura diminuito di quasi altrettanto. Il fenomeno è stato registrato in tutto il mondo, Italia compresa.
E il brutto è che la gente senza soldi o senza informazione, come anziani o giovanissimi, prende la cosa per un invito a consumare di più proprio i prodotti che fanno male. La crisi economica sta peggiorando ovunque i livelli della qualità alimentare. Perché far bollire della pasta o lavare e condire la costosa insalata, quando si può mangiucchiare in ufficio o in auto qualche economicissimo crackers o cioccolatino? Perché comperare costose arance, quando un certo sapore di arancia è dato per pochi cent dalla bibita in lattina fatta solo di acqua, zucchero, aromi e coloranti?
Insomma, questa crisi è davvero diseducativa.

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4 Comments:

Blogger mammafelice said...

in effetti per esempio l'obesità aumenta enormemente tra le fasce sociali più deboli ed economicamente svantaggiate (parlo ovviamente dei paesi occidentali però) e credo che a questo punto non sia solo questione di disinformazione...

4 novembre 2009 13:37  
Blogger Nico Valerio said...

Vero, mammafelice (a proposito, grazie per aver conservato questo alias in tempi così difficili...), nel Sud del Mondo ormai sono tutti grassi da far spavento. La scorsa estate sono tornato in Grecia: erano magrissimi anni fa, ora molti sono sovrappeso. Perfino in India. Per "fortuna" anche l'Occidente colto sta ingrassando: Stati Uniti, Gran Bretagna, bambini italiani... Ma in quest'ultimo caso non per rivalsa psicologica dopo tanti secoli di fame, bensì per nevrosi e scarso controllo educativo-sociale.

4 novembre 2009 15:01  
Blogger Semedisesamo said...

Non so...
dal fruttivendolo a volte frutta e verdura costano come oro, ma non da tutti i bottegai è così.
E poi spesso compro alla coop, dove trovo le mele del basso Piemonte (io sto a Genova) o altri prodotti a km quasi zero e a prezzi vantaggiosi.
L'insalatina in busta costa sempre di più di quella fresca!
Certo, se per non fare 2 passi in più si compra nel primo posto che capita è ovvio che ci si deve adattare a quel che si trova...e inoltre camminare mantiene in forma!!
E soprattutto: evviva le borse riutilizzabili! Ne ho una verde bellissima con un disegnetto astratto che fa molto figo e a me il sacchetto di plastica non me lo rifilano più...e da buona zeneise risparmio 5 cent a ogni spesa ;)

13 novembre 2009 19:26  
Blogger Nico Valerio said...

Brava Semedisesamo, anch'io attuo un ferreo risparmio delle buste di plastica.

13 novembre 2009 21:43  

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