lunedì 20 dicembre 2010

SEMI DI FINOCCHIO. Troppo estragolo per lattanti e mamme: rischio cancro

"Foeniculum pellit spiracula culi”, il finocchio espelle l’aria dal ventre, diceva un famoso quanto indelicato adagio della Scuola salernitana di medicina. Ma si era nel Medioevo, quando il cancro era solo una maledizione divina, e la scienza galileiana fatta di numeri, la chimica, la sperimentazione, il concetto stesso di rischio, la medicina scientifica, erano di là da venire. Fatto sta che i semi di finocchio si sono sempre consumati, anche in Europa, specie per ridurre flatulenze e meteorismo, per attenuare certi dolori al ventre, e anche come popolare galattogeno, per aumentare cioè la produzione di latte nelle donne che allattano.

Ma oggi, con l’aumentare delle malattie degenerative, e dei tumori in particolare, si va facendo strada una nuova “mentalità precauzionale”, spesso eccessiva, che spinge i ricercatori a mettere in guardia da tutto, anche dei semini di finocchio finora considerati innocui, anzi provvidenziali, da nonne e mamme. Gli studi infatti dimostrano un chiaro, sia pure non elevato, rischio di genotossicità e cancerogenicità di un suo componente, l’estragolo, il che spinge per prudenza almeno ad una riduzione notevole del consumo, come conclude la review di un’apposita Commissione europea. “Estragole has been demonstrated to be genotoxic and carcinogenic. Therefore the existence of a threshold cannot be assumed and the Committee could not establish a safe exposure limit. Consequently, reductions in exposure and restrictions in use levels are indicated”. Insomma, essendo impossibile oggi, allo stato delle attuali conoscenze, stabilire delle quantità-limite di sicurezza – conclude il Rapporto europeo – si consigliano riduzioni nell’uso e restrizioni (settembre 2001).

Quindi, vediamo di interpretare con buonsenso e senza allarmismo. Innanzitutto, secondo non solo il Naturismo ippocratico, ma soprattutto la Scienza più moderna, ai fini del rischio bisogna distinguere tra almeno cinque fattori. E’ interessante, talvolta perfino importante (a seconda della concentrazione), il singolo componente chimico presente in un alimento (1). Ma è più indicativo l’intero alimento (2), tenendo conto delle variabili della quantità (2a) e durata (2b) del suo consumo, e molto più indicativo, addirittura determinante l’intera “dieta”, cioè l’alimentazione nel suo complesso (3) nel medio e lungo periodo. Dieta che potrebbe essere, p.es, povera o ricchissima di antiossidanti o di sostanze cancerogene, interferendo negativamente o positivamente, aggiungendo o sottraendo rischi.

Poi bisogna considerare le categorie di consumatori. Certo occorre consigliare prudenza e un consumo sporadico, non abituale o eccessivo – come oggi invece accade – per donne incinte o che allattano, e per bambini svezzati o addirittura lattanti. Ma per i lattanti il buonsenso, prima ancora della scienza, dovrebbe confermare il tradizionale divieto di qualsiasi liquido che non sia il latte materno. Compresa l’acqua. Altro che tisana di finocchio o perfino camomilla! Per gli altri soggetti adulti, magari anziani, specialmente se in presenza di una dieta ricca di antiossidanti, non c'è motivo per non consumare semi o tisane di finocchio, magari in modo moderato e prudente.

La ricerca “bomba” è stata diffusa da un comunicato dell’Inran, l’importante istituto italiano di Stato per la nutrizione, e offre in anteprima la sintesi d’uno studio italiano in corso di stampa su Food and Chemical Toxicology. In sintesi, indagini effettuate sulle tisane a base di semi di finocchio e sui semi sfusi in commercio (Foeniculum vulg.) hanno trovato un tasso di estragolo troppo alto rispetto ai livelli prudenziali. E l’estragolo si è dimostrato un induttore di cancerogenicità (tumori al fegato), sia pure debole.

Quella del seme di finocchio è forse la tisana o meglio il decotto più popolare dopo la camomilla, usatissimo (spesso senza limiti: ogni giorno e più volte al giorno!) non solo da chi ha difficoltà di digestione e meteorismo, come diceva la Scuola salernitana, ma soprattutto da mamme che allattano. La tradizione popolare e la medicina naturista, confermate oggi dalla medicina moderna, hanno sempre attribuito al finocchio e ad altre ombrellifere proprietà galattogene, cioè di stimolanti della produzione di latte nelle nutrici, e anche di leggeri sedativi per alleviare i “mal di pancia” o le "piccole “coliche” non solo della madre, ma anche del lattante.

Il rischio, dunque, è che il cancerogeno estragolo (nome chimico: 1-Allyl-4-methoxybenzene) venga assorbito in preoccupante eccesso e per lunghi periodi anche dai lattanti, che lo ricevono attraverso il latte materno. Ma, a maggior ragione, è tanto più pericoloso quando somministrato per prevenire le coliche direttamente a lattanti e bambini piccoli. In teoria, anzi, potrebbe essere un rischio potenziale – possiamo arguire – anche per gli adulti che ne facessero uso regolare o abbondante, specialmente se in aggiunta ad altre sostanze cancerogene assorbite con una dieta sbagliata, cioè in carenza di efficaci antiossidanti alimentari.

Vista la diffusione popolare millenaria del finocchio (la parte attiva, la "droga", sono i semi, non il fusto ingrossato della pianta giovane della varietà da orto che mangiamo come alimento in insalata), sia come aromatizzante su pane, torte e biscotti, o in pietanze salate, insaccati e dolci d’ogni tipo, sia come rimedio erboristico, è prevedibile che lo scompiglio tra produttori, rivenditori e consumatori sarà stavolta ben più forte di quello creato dalla messa al bando, anni fa, dei semi della borragine, collegati ad un alto rischio di cancro al fegato a causa delle temibili pirrolizidine. Anche se non bisogna drammatizzare oltre il dovuto, perché quello del cancro è un tipico rischio complessivo dovuto a diversi fattori, certo è che ne risentirà anche il commercio, visto che intere linee di tisane molto diffuse a base di semi di finocchio, dalla Plasmon alla Aboca, come sanno gli erboristi e i commessi di supermercato, erano indirizzate proprio alla madre che allatta e al suo bambino, e anche ai disturbi digestivi di noi tutti. Ci sono giovani e anziani che seguendo il famoso dettame della Scuola Salernitana lo usano regolarmente, spesso in alternativa al caffè o al tè, talvolta sostituito o accompagnato dagli analoghi semi di anice, cumino, carvi e altri semi di ombrellifere. Il finocchio è proprio una delle erbe più consigliate e vendute, come mi conferma un’amica erborista, un rimedio considerato leggero, efficace, senza effetti collaterali.

Ma uno studio del fitoterapeuta clinico F. Firenzuoli e colleghi ha puntualizzato, in sostanza, che i rischi di cui parlano i nutrizionisti e i tossicologi si riferiscono all’estragolo isolato e provato in laboratorio, non propriamente al seme intero, in cui agiscono decine e decine di composti naturali, alcuni dei quali probabilmente sono in sinergismo, altri in antagonismo coll’estragolo (pensiamo solo ai tanti polifenoli e antiossidanti presenti nel seme-frutto di finocchio). Il seme di finocchio non è solo estragolo. E quindi i rischi reali di una tisana, come anche di alcune tisane, sono molto modesti, se non inesistenti. Tanto più, aggiungiamo, in una corretta e variata alimentazione naturale ricca di antiossidanti. Siamo d’accordo, ovviamente: è la solita distinzione tra l’azione del principio attivo isolato e l’intero frutto, l’intera verdura, l’intero cereale ecc. Un’argomentazione tipicamente naturista e in fondo più scientifica di quelle che si basano solo su una sola molecola. Tuttavia, la molecola c’è, e tossicologi, chimici e nutrizionisti fanno il mestiere loro, com’è giusto e doveroso in tempi di “precauzionismo” imperante, a mettere in guardia, specialmente i soggetti a rischio.

E allora, che lezione possiamo trarne? Sono sempre attivi i potenti veleni della Natura presenti negli "alimenti", anche quelli ritenuti "naturali per l’Uomo" (due termini, alimenti e naturali, arbitrari e relativi, fondati solo sulla nostra Storia e i nostri esperimenti rozzi e drammatici "per prove ed errori" dei secoli e millenni passati). Nessuna legge dell’Uomo può ridurli, come invece accade per i pesticidi artificiali creati dalla nostra chimica. Noi "naturisti" scientifici interessati al cibo e alla medicina lo dovremmo sapere bene. Potremmo ridurne alcuni, forse, con selezioni genetiche finalizzate, sia tradizionali (si spera), sia Ogm, che per il momento nessuno di noi auspica, per i tanti probabili effetti secondari. I veleni della Natura sembrano agire contro l’Uomo, e questo risulterà intollerabile ad alcuni di noi malati di ottuso antropocentrismo (la convinzione, tipica del Cristianesimo e delle altre religioni, che l’Uomo sia al centro di tutto e che la Natura sia al suo servizio), ma in realtà quei veleni sono utili alla pianta, sono veri e propri "pesticidi naturali", un mezzo complesso con cui le piante si difendono dai raggi ultravioletti o dai predatori animali o da altro ancora. Insomma, pare proprio che l’Uomo non sia affatto considerato dalla Natura, che "agisce" nella sua evoluzione come se noi umani non esistessimo. Meditate, gente, su questa poco accettata prevalenza assoluta delle piante, dei vegetali, nell’ecologia della Terra. Altro che potenza dell’Uomo, altro che prevalenza degli animali nell’interesse umano. Le piante potrebbero vivere anche da sole, sono loro le vere regine della Terra. Gli animali, invece, compreso l’Uomo, non sono autosufficienti, e dipendono in tutto dalle piante (per alimentazione, equilibrio ecologico, clima, ecc.).

Che fare, allora, visto che le sostanze mutagene o cancerogene, create da madre Natura (per difendere le piante dai predatori o dai raggi del sole) o dall’uomo, sono presenti ubiquitariamente nella nostra dieta? Se volessimo eliminarle tutte, ci ritroveremmo senza cibo, senza condimenti, senza rimedi erboristici familiari. E la vita stessa sarebbe impossibile. Perfino le grotte che facevano da riparo ai progenitori trogloditi emettevano il cancerogeno gas radon. Insomma, non è possibile per l'Uomo eliminare tutti i rischi. Si tratta semmai di ridurli, cercando di neutralizzarli con i potenti antiossidanti degli alimenti e con abitudini di vita più salutiste, più naturiste. In modo da conservare una qualità della vita accettabile.

Nel caso delle tisane di semi di finocchio, come del resto per i farmaci e gli alimenti dotati di principi attivi farmacologici, il nostro modesto suggerimento di buonsenso, dopo lo studio dell'Inran e la messa a punto di Firenzuoli, è – fermo restando il divieto di darle ai bambini piccoli e tantomeno ai lattanti, che, com’è noto, non dovrebbero neanche bere acqua, ma solo il latte della madre – che il rischio estragolo si inserisce ai rischi analoghi degli alimenti, che vanno certamente ridotti e bilanciati quanto più possibile, ma che non possono essere certo eliminati. Una tisana di finocchio è cosa ben diversa dall’estragolo puro, in quanto nel seme-frutto esistono diverse sostanze anti-cancro e comunque antiossidanti. Chi non ha particolari rischi, insomma, può continuare a berla questa benedetta tisana, se procura dei vantaggi, magari con maggiore moderazione e senza eccessi (certo, non sei volte al giorno), visto oltretutto che non si tratta di un cibo o rimedio essenziale, possibilmente nell'ambito di una dieta in cui prevalgono i cibi antiossidanti (almeno 3 porzioni al giorno di verdura e 2 di frutta, legumi, cereali integrali, semi oleosi) e in cui sono scarsi i cibi e le abitudini di vita che provocano radicali liberi (cotture ad alta temperatura, specialmente per carni e grassi, fritture, eccesso di grassi e di carni rosse, alcol, eccesso di sale, conserve sottosale, fumo, sedentarismo ecc.).

A maggior ragione, nessun problema dovrebbe esserci, visto il consumo scarso e sporadico, per i semi di finocchio al naturale usati in piccole quantità e consumati di rado come aromatizzanti in cucina (pane, biscotti ecc.).

E POI CI SONO LE CUMARINE! Sempre senza allarmismi (perché, se no, non mangeremmo più: le molecole tossiche sono oltre 10 mila negli alimenti vegetali), va poi ricordato a tutti di consumare con prudenza i semi delle Ombrellifere (finocchio, anice, cumino, carvi, coriandolo ecc) ed anche le parti verdi fresche che si mangiano tradizionalmente (es.: prezzemolo, sedano, foglie di carota, foglie di coriandolo, foglie verdi che fuoriescono dal gambo ingrossato del finocchio ortaggio ecc.) perché – come si sa da decenni – contengono anche le furocumarine, temibili – altro che estragolo – sostanze fototossiche che in presenza di raggi ultravioletti (sole, lampade UVA) possono anche provocare tumori della pelle, compreso il melanoma. Ci sono centinaia di studi nelle banche dati di biologia.

Visto che esiste gente (non lo sapevo) che si beve un litro di infusi (veramente trattandosi di semi, quindi legnosi, sarebbe più efficace un leggero decotto: peggio ancora) di semi di ombrellifere, poiché non so (non si sa) quale sia non solo l’emivita, cioè il tempo di eliminazione metabolica delle cumarine dal corpo umano, ma anche gli effetti biochimici nel corpo, in attesa di scoprire uno studio ad hoc suggerirei per prudenza di non esporsi assolutamente al sole il giorno stesso dell’ingestione di quantità significative di semi o verdure della famiglia, E di astenersi anche il successivo, se si ha l’abitudine estiva – ormai l’arancia c’è in ogni stagione – delle ricorrenti spremute naturali di agrumi, visto che accade spesso che anche le scorze, ricchissime di furocumarine, vengano in parte spremute (come dimostrano le dita irrorate di olio aromatico e uno studio su infermiere americane).

Quindi nessun problema per un paio di biscotti all’anice, o un rametto di finocchiella verde in insalata, o qualche fogliolina di prezzemolo, ma solo – immagino – per grosse insalate con interi sedani completi di foglie verdi (è il mio caso, anni fa), il prezzemolo ovunque di certe ragazze (“per… la vitamina C” !) e infusi “fà da te” con vari cucchiaini di semi di finocchio e anice (mio padre, decenni fa, da me rimproverato, ma solo per… l’effetto tossico e “stupefacente” dei semi delle ombrellifere. Se un tossicologo sa di più sulla durata dell’azione fotocancerogena delle furocumarine nel corpo umano, me lo faccia sapere. Eppure, che vi devo dire, quando cammino in campagna un semino ancora giallo delle belle infiorescenze di finocchio selvatico lo metto volentieri tra i denti…

IL COMUNICATO. "L’Inran, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal Mipaaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), ha condotto uno studio sull’estragolo, sostanza naturale presente nei semi di finocchio e, di conseguenza, nelle tisane a base di questo ingrediente, molto utilizzate non solo come digestivo per grandi e piccoli, ma soprattutto come rimedio naturale per le coliche dei neonati e per favorire la produzione del latte nelle mamme durante l’allattamento.

Già nel 2001 l’estragolo era stato riconosciuto come sostanza cancerogena e genotossica a livello europeo, tanto da bandirne l’aggiunta come aromatizzante agli alimenti trasformati. La ricerca, realizzata nell’ambito del progetto europeo Facet, finanziato nel VII Programma Quadro, in cui l’Inran coordina il sottoprogetto relativo agli aromi alimentari, ha permesso per la prima volta di ottenere stime dell’esposizione all’estragolo associata al consumo di tisane al finocchio basate su analisi relative a prodotti in commercio, invece di stimarne la concentrazione in modo indiretto a partire da una serie di assunzioni.

Nella prima fase dello studio sono state individuate le tre tipologie di prodotti in commercio per la preparazione di tisane al finocchio: bustine da tè, tisane solubili istantanee e semi sfusi. Per quanto riguarda le prime due sono stati raccolti i prodotti più diffusi sul mercato nazionale, 9 per le bustine da tè e 7 per le tisane istantanee, mentre il campione relativo ai semi sfusi, acquistati in 6 differenti erboristerie di Roma, considerata l’estrema variabilità del prodotto, non è altrettanto rappresentativo. Ogni tisana è stata poi preparata con 100 ml di acqua bollente, con un tempo standard di infusione di 7 minuti sia per le bustine da tè che per i semi sfusi. Per i preparati solubili invece, sono state seguite le istruzioni riportate in etichetta.

I livelli di estragolo rilevati dalle analisi confermano che l’esposizione a questa sostanza è troppo elevata perché il consumo di tisane possa essere considerato sicuro, per lo meno nel caso dei neonati, come spiega Antonio Raffo, ricercatore Inran e autore della ricerca. "Per avere un rischio basso l’esposizione dovrebbe essere 10.000 volte inferiore alla soglia di cancerogenicità misurata negli animali di laboratorio. Al contrario, nel caso di un neonato che consumi 100 ml (un piccolo biberon) di tisana di finocchio al giorno, abbiamo riscontrato un margine molto più basso, nell’ordine di alcune centinaia di volte.

Questi risultati confermano dunque le recenti indicazioni in materia dell’Emea, l’Agenzia europea che si occupa della valutazione scientifica dei farmaci, secondo la quale, il consumo di tisane al finocchio non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 4 anni, a meno di una specifica indicazione del pediatra, così come non è raccomandato nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento."

Inoltre, Catherine Leclercq, responsabile scientifico per l’Inran del progetto Facet, ricorda che "Da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove l’allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi e quindi consiglia di non somministrare né acqua né tisane ai neonati. Il rischio legato all’estragolo presente nelle tisane di finocchio è un motivo in più per attenersi a queste indicazioni. Per quanto riguarda le altre categorie di popolazione particolarmente vulnerabili (bambini sotto i 4 anni e donne in gravidanza e che allattano), occorre aumentare la consapevolezza di tutti circa la tossicità dell’estragolo".

Ed ora uno sguardo alla preziosa anticipazione dell’ abstract dello studio italiano come appare sul sito di Food and Chemical Toxicology (article in press): .

QUANTIFICATION OF ESTRAGOLE IN FENNEL HERBAL TEAS: IMPLICATIONS ON THE ASSESSMENT OF DIETARY EXPOSURE TO ESTRAGOLE. Raffo A, Nicoli S, Leclercq C. National Research Institute for Food and Nutrition (Inran), Rome, Italy. 

Quantification of estragole content in commercial fennel herbal teas was carried out in order to allow for a more accurate estimate of the dietary exposure to estragole. A simple and rapid analytical method, based on Stir Bar Sorptive Extraction and GC–MS, was developed for this purpose. Fennel teas obtained from different types of commercial products were analysed. Concentration levels ranged from 241 to 2058 μg L−1 in teas from teabags, from 9 to 912 μg L−1 in diluted instant teas from 251 to 1718 μg L−1 in teas from not packaged seeds. Based on these data and considering the daily consumption of three portions of herbal tea, a maximum exposure to estragole for adults of 10 μg/kg bw/day was calculated. The relatively high level observed in diluted instant teas of some brands deserves attention since these products are designed for infant consumption. Estimated exposure in infants was up to 51 μg/kg bw/day for teas from teabags, and up to 23 μg/kg bw/day for instant teas. A generalization of the use of suitable technologies in production processes of instant teas could substantially reduce the exposure to estragole in the vulnerable population groups (infants, young children, pregnant and breastfeeding women) who consume these products.

Ed ecco il contro-studio review dell’équipe di Firenzuoli, che giustamente mette in rilievo che una cosa è l’estragolo da solo, un’altra l’intero seme di finocchio:

CAN ESTRAGOLE IN FENNEL SEED DECOCTIONS REALLY BE CONSIDERED A DANGER FOR HUMAN HEALTH? A FENNEL SAFETY UPDATE. Gori L, Gallo E, Mascherini V, Mugelli A,Vannacci A, Firenzuoli F. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine 2012 (2012), article ID 860542, 10 pages.

Abstract. Fennel (Foeniculum vulgare Mill.) mature fruit (commonly known as seeds) and essential oil of fennel are widely used as flavoring agents in food products such as liqueurs, bread, cheese, and an ingredient of cosmetics and pharmaceutical products. Moreover fennel infusions are the classical decoction for nursing babies to prevent flatulence and colic spasm. Traditionally in Europe and Mediterranean areas fennel is used as antispasmodic, diuretic, anti-inflammatory, analgesic, secretomotor, secretolytic, galactagogue, eye lotion, and antioxidant remedy and integrator. Topically, fennel powder is used as a poultice for snake bites. In Asian cultures fennel was ingested to speed the elimination of poisons. As one of the ancient Saxon people's nine sacred herbs, fennel was credited with the power to cure. Fennel was also valued as a magic herb: in the Middle Ages it was draped over doorways on Midsummer's Eve to protect the household from evil spirits. Recently because of estragole carcinogenicity, fennel has been charged to be dangerous for humans especially if used as decoction for babies. But this allegation do not consider the remedy is prepared as a matrix of substances, and recent researches confirm that pure estragole is inactivated by many substance contained in the decoction.

Conclusion. In all of the animal studies reviewed, isolated, purified estragole was used. Thus the findings give a toxicological profile of this only molecule and not the profile risk of the entire decoction. In humans estragole usually enters the body as a component of fennel tea, or as a food that has been seasoned with herb that contains many other substance like nevadensin, epigallocatechine, other flavonoids, and anethole, that have a protective role and so counterbalance to the possible effect of pure estragole. In this context estragole occurs in the form of an extremely complex phytochemical mixture. If data about single constituent in vivo can be used as basis for statements about a herb, then data about other constituents should also be fully considered, because we think it is the only way to establish definitively if a substance is dangerous or not; and if it is a substance used from many years and in particular subsets of consumers or patients epidemiological data, when available, can help in establishing, together with the real mode of use, the effective risk for consumers.

AGGIORNATO AL 10 MARZO 2013

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29 Comments:

Anonymous Anonimo said...

c***0, le mie ciambelline ai semi di finocchio!!!!!

21 dicembre 2010 02:57  
Blogger rita said...

Addio tisana mattutina ai semi di finocchio! Mi butterò sulla camomilla?

21 dicembre 2010 08:56  
Anonymous Giulia said...

Non ci posso credere! Finalmente avevo trovato un rimedio efficace e naturale al gonfiore intestinale! Oltre alla tisana prendo anche delle compresse erboristiche di semi di finocchio che trovo ottime! Solo che sono molto concentrate per cui a questo punto vorrei evitarle. Cos'altro consiglia al posto dei semi di finocchio che abbia lo stesso effetto sgonfiante, digestivo e anti meteorismo?

21 dicembre 2010 11:01  
Blogger Nico Valerio said...

Calma, Rita, Giulia e Anonimo! Dopo la vostra risposta, come dire, emotiva, ho riscritto alcune parti e fatto qualche aggiunta esplicativa. Siete forse tutte e tre donne incinte o lattanti? Per gli adulti il rischio estragolo, che va certamente ridotto, va a sommarsi a tutti gli altri rischi di cancro, che si riducono (non eliminano) con una dieta protettiva e stile di vita sano.

21 dicembre 2010 12:26  
Anonymous Ivana said...

Caspita, non l'avrei mai detto...:-(
Grazie molte per il bell'articolo, molto documentato come sempre.

21 dicembre 2010 12:42  
Anonymous Ivana said...

Ah, be', grazie della spiegazione: conmtinuerò a prendere la mia tisana, ma solo quando ho maldipancia...:-)

21 dicembre 2010 15:22  
Anonymous Anonimo said...

nnlo sapevo da un po' vario tra tisane per il mio bimbo a 13 mesi e beve un sacco anche due biberon al giorno di finocchio o camomilla
grazie per il bell'articolo.vane

1 febbraio 2011 12:07  
Anonymous Anonimo said...

anke il mam tea dell'humana ke tra gli altri ingredienti ha estratti di finocchio è da evitare? io ne faccio uso xkè sto allattando...

1 febbraio 2011 18:16  
Blogger Giulia said...

Sono Giulia, ho 36 anni e sto allattando il mio secondo figlio, di 1 mese.A differenza della prima figlia,ora sto assumendo regolarmente quasi 1 litro di tisana al finocchio istantanea al giorno e devo dire che il bimbo non ha coliche ed io ho molto più latte della prima volta che ho allattato.E ora cosa devo fare?!Devo assolutamente smettere di assumerla?In attesa di un gentile e solerte riscontro, saluto cordialmente

1 febbraio 2011 20:26  
Blogger Nico Valerio said...

Giulia, un litro di tisana di finocchio al giorno per un neonato? Mi sembra una pazzia. E' l'assunzione regolare che spaventa. Sotto i 4 anni io non darei mai questi semi ricchi di potenti principi farmacologici. Mi riferiscono che ieri in tv, verso le 11 (che trasmissione potrà mai essere?) un noto pediatra ha ribadito questo concetto. Se non ci credi, telefona o invia una email da parte mia al fitoterapeuta medico dr. Fabio Firenzuoli dell'Osp. di Empoli, dandogli anche il link alla pagina di questo articolo.

1 febbraio 2011 22:18  
Blogger Nico Valerio said...

Mam-tea? Che fantasia terra terra questi produttori di tisane... Lo stesso che per Giulia (vedi). Non posso sapere che concentrazione ha. Mi preoccupa che sia un "estratto"...

2 febbraio 2011 00:19  
Blogger Giulia said...

Nico Valerio, 1 litro di tisana al finocchio la bevo IO (non mio figlio!), sia per aumentare la produzione di latte, sia per "passarlo" attraverso il mio latte appunto al mio bambino (consiglio del mio pediatra)

2 febbraio 2011 10:54  
Blogger Nico Valerio said...

Giulia, meglio così...:-) Rileggiti il comunicato Inran dentro il mio articolo, e se vedi rappresentato il tuo caso (mi pare si parli di un controllo pediatrico)tranquillìzzati.

2 febbraio 2011 11:07  
Anonymous Anonimo said...

anke io ho seguito il servizio in tv xciò ho posto la domanda del mam tea... cmq io ne assumo 2 tazze al giorno (ma nn sempre)... considerato ke nn è unico ingrediente... in quanto dicevo contiene "Saccarosio, maltodestrine, estratti vegetali (ibisco,finocchio,rooibos, verbena, lamponi, trifoglio greco, galega) 3,6%, vitamina C... è sempre da evitare???????

2 febbraio 2011 12:51  
Anonymous anny said...

anche io sono una mamma, ho un bimbo di 6 mesi. fino ad ora sto procedendo con l'allattamento esclusivo al seno, così niente tisane, acqua etc.... io però ho assunto fino a ieri, una/due tazze di tasana in filtro di finocchio al giorno. spero di non aver trasmesso al mio bimbo attraverso il latte la parte cancerogena.

2 febbraio 2011 16:23  
Anonymous Anonimo said...

da quando ho letto questo articolo e sentito di questa notizia non bevo più. durante l'ultima gravidanza e l'allattamento successivo ho assunto cica 1 litro di tisana di finocchio al giorno. Pensare di essermi sacrificata così tanto per mio figlio e poi, D.o non voglia, avere trasmesso delle sostanze cancerogene mi fa stare male.
rispetto al fumo di sigarette che rischio è questo dei semi di finocchio?
E' davvero spaventoso che vengano ancora venute le tisane e i derivati di questi semi se sono davvero così nocivi.
La tossicità rimane in circolo anche dopo che si è smesso di assumerli?
Insomma, per quanto tempo uno deve rimanere preoccupato?

3 febbraio 2011 14:02  
Blogger Nico Valerio said...

RISCHIO. Anny e le altre. Rileggetevi con attenzione, parola per parola, l'articolo. Dice che è stata rilevata nelle tisane di semi di finocchio una quantità eccessiva di sostanza cancerogena, la stessa molecola del basilico. Ma molti alimenti vegetali contengono sostanze extra-nutrizionali, antinutrizionali, tossiche o cancerogene). L'articolo non dice che dopo migliaia di anni di uso si è scoperto che il seme fa venire sempre e comunque qualche tumore. E' solo un rischio. E il rischio va calcolato con la somma di tutti i rischi analoghi. E se volessimo stupidamente eliminare tutti i rischi, anziché accontentarci di ridurli, moriremmo di fame...:-)

3 febbraio 2011 21:51  
Anonymous Madama Dorè said...

Grazie molte.

3 febbraio 2011 21:53  
Blogger Nico Valerio said...

Chi ha il terrore di questa o quella sostanza chimica o tossica o antinutrizionale o cancerogena presente in un alimento, si legga per rilassarsi questo
articolo.

4 febbraio 2011 23:17  
Anonymous Dietella said...

Ragazze questa è una notizia bomba!
Pensate inoltre in alto adige dove il pane è pieno di semi di finocchio.
:o !!

10 febbraio 2011 23:40  
Anonymous Anonimo said...

assumo regolarmente da 4 anni ilrelaxcol un prodotto di qualita di una grande casa farmaceutica non saprei farne a meno e non credo che una cosa che mi fa eliminare l'aria mi toglie il gonfiore addominale produce butirrato e mi regolarizza il transito intestinale eliminandomi emorroidi e tossine possa essere cancerogeno

18 febbraio 2011 08:32  
Blogger claudio said...

Bisognerebbe doverosamente precisare che non è uno studio clinico randomizzato doppio cieco (e su numeri consistenti di soggetti) volto a dimostrare la carcinogenicità del finocchio! La natura fornisce piante con fitocomplessi piuttosto ricchi di sostanze chimiche spesso con effetti assolutamente antagonisti e contrastanti, inoltre la consuetudine millenaria d'uso rende l'organismo umano spesso adattato biologicamente anche alle sostanze potenzialmente nocive. Occorre molto equilibrio, prudenza e buon senso nel valutare le notizie sui prodotti naturali, positive o negative che siano, nel costruire polveroni che servono spesso a nascondere le reali e pesanti minacce globali che gravano sulla nostra alimentazione!

13 marzo 2011 21:57  
Blogger Nico Valerio said...

Claudio non diciamo sciocchezze, che cioè non è "uno studio sulla popolazione". Ma uno studio del genere con una sostanza sicuramente cancerogena come l'estragolo è vietato sull'uomo dall'etica. Ti offri tu come cavia? Vuoi gli esperimenti del nazista dr Mengele? E d'altra parte una osservazione di lungo periodo sull'alimentazione di una massa di persone comprendente "anche" semi di finocchio sarebbe impossibile oppure lunga e costosissima, e non darebbe risultati. E poi non si tratta di batteri o virus a cui le difese immunitarie si "abituano": ai cancerogeni non ci si abitua affatto, anzi aumenta il rischio più passa il tempo. Anzi è così che la Natura ha selezionato l'Uomo nei millenni. Proprio per cose del genere il 30-50% dei tumori ha origine alimentare.

13 marzo 2011 22:20  
Blogger Nico Valerio said...

STUDIO SUL FINOCCHIO DEL CENTRO DI CAREGGI. Volevo segnalarle (ma forse ha già scritto qualcosa in proposito?) che è uscito un nuovo studio sul finocchio del Centro di Medicina Integrativa di Careggi. Dato che per il suo articolo sull'estragolo in basilico e finocchio sono stati disattivati i commenti riporto qui un articolo al riguardo.
http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/medicina-naturale/articolo/lstp/424413/
Buona giornata!
Laura P.

RISPOSTA. Grazie infinite. Del contro-studio di Firenzuoli. E anche per avermi rivelato che erano stati esclusi i commenti all'articolo sul finocchio. Perché poi? Ho provveduto subito a ripristinarli.
Sull'azione cancerogenica dell'estragolo: la distinzione tra l'azione di un principio attivo isolato e quella dell'intero seme è uno dei cardini del Naturismo medico, quindi è mia da sempre. Basta dire che è proprio per questo principio che sconsiglio (e la scienza è d'accordo) gli integratori, in quanto principi attivi isolati, spesso rivelatisi in laboratorio tossici. Le considerazioni dell'amico Firenzuoli che stimo molto meritano quindi che sul tema io pubblichi un altro articolo di segno contrario. Non solo la scienza vera, ma anche io personalmente, in quanto laico e liberale, sono pluralista. Quindi farò un altro articolo con uguale risalto. D'altra parte non potevo fare diversamente: l'Inran è un istituto di nutrizione, non di chimica, e queste cose le sa bene, anzi la pensa come noi (una cosa è un principio attivo, altra cosa il seme o frutto intero). Proprio sapendo questo avevo pensato che i dati in loro possesso fossero gravi: insomma "se mette in guardia addirittura l'Inran, vuol dire che l'estragolo è così potente da condizionare l'intero seme, e quindi la tisana è a rischio. Allo stesso modo, ora, spero che Firenzuoli che conosco come persona seria e pignola, e il loro studio, non abbiano preso un abbaglio.
Comunque, così mi piacciono i lettori: critici, reattivi, collaborativi. Ah, se tutti fossero così...
nv

23 marzo 2012 23:32  
Anonymous Simone Domenico Aspriello said...

L’estragolo è anche il contenuto degli olii essenziali del Basilico.
Una ricerca pubblicata nel 2011 dimostra l’attività anticancerogena su linee cellulari umane (Kathirvel P, Ravi S.Chemical composition of the essential oil from basil (Ocimum basilicum Linn.) and its in vitro cytotoxicity against HeLa and HEp-2 human cancer cell lines and NIH 3T3 mouse embryonic fibroblasts. Nat Prod Res. 2011 Sep 22.)

27 maggio 2012 16:08  
Blogger Nico Valerio said...

Una cosa è l'estragolo, altra cosa un olio essenziale che lo contiene insieme con molte altre sostanze, altra cosa ancora l'intera foglia o frutto. Infatti questo è il limite di questi studi fondati solo sui principi attivi o su un componente tossico. Fatto sta che l'estragolo di per sé è un genotossico e cancerogeno, sia pure debole, come mostra una revue della apposita Commissione europea (che ho aggiunto col link nel testo). Per la scienza biologica poi contano poco le azioni dirette in vitro su cellule isolate (cosa che mai si verifica in un organismo, dove il metabolismo trasforma sempre la sostanza). Quello che conta è l'azione in un organismo vivente. In vitro anche la vitamina C è mutagenica, figuriamoci.

4 giugno 2012 21:51  
Anonymous Anonimo said...

Anch'io sono una mamma che allatta. Bevo2tazze di tisana al dì x calmare le colichette del mio bimbo allattato al seno.
Ora son confusa e nn so se proseguire con la tisana, che cmq pare funzionare ...

10 giugno 2012 11:26  
Anonymous roberto said...

il discorso di cui sopra,vale anche per i fiori di finocchio selvatico che io uso abbondantemente?

8 febbraio 2014 22:38  
Blogger Nico Valerio said...

Non ho dati, ma credo di sì per logica... botanica. Proprio il fiore, anzi, deve essere protetto dalle sostanze pesticide naturali, tanto più che deve resistere al sole della primavera-estate, molto forte. Anche io lo mangiucchio quando lo trovo in natura: 1-2 ombrelle e basta. Farne un uso regolare e abbondante (ma come fai ad a trovarlo?) mi sembra eccessivo. Senza contare poi che dovrebbe avere come tutte le ombrellifere le pericolose furocumarine, incompatibili con l'esposizione al sole della pelle umana.

9 febbraio 2014 00:42  

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