lunedì 20 dicembre 2010

SEMI DI FINOCCHIO. Troppo estragolo cancerogeno per lattanti e mamme

"Foeniculum pellit spiracula culi", il finocchio espelle l’aria dal ventre, diceva un famoso quanto indelicato adagio della Scuola salernitana di medicina. Ma si era nel Medioevo, quando il cancro era solo una maledizione divina, e la scienza galileiana fatta di numeri, la chimica, la sperimentazione, il concetto stesso di rischio, la medicina scientifica, erano di là da venire. Fatto sta che i semi di finocchio si sono sempre consumati. Fino ad oggi. E, nonostante quello che segue, per gli adulti, specialmente se in presenza di una dieta ricca di antiossidanti (tranne che per le donne incinte o che allattano), non c'è motivo per non consumarli, magari in modo più prudente e con alcune contromisure, anche domani.

Oggi un comunicato dell’Inran offre in anteprima la sintesi d’uno studio italiano che è in corso di stampa su Food and Chemical Toxicology. Una ricerca che è una bomba. E’ stato trovato un tasso di estragolo troppo alto, rispetto ai livelli prudenziali, nel seme di finocchio (Foeniculum vulg.), forse la tisana o meglio il decotto più popolare dopo la camomilla, usatissimo non solo da chi ha difficoltà di digestione e meteorismo, come diceva la Scuola salernitana, ma soprattutto da mamme che allattano, perché la tradizione popolare e la medicina naturista, confermate oggi dalla medicina moderna, hanno sempre attribuito al finocchio e ad altre ombrellifere proprietà galattogene, cioè di stimolanti della produzione di latte nelle nutrici. Il cancerogeno estragolo (nome chimico: methyl chavicol), dunque, verrebbe assorbito in preoccupante eccesso e per lunghi periodi anche dai lattanti, che lo ricevono attraverso il latte materno. Ma a maggior ragione è pericoloso quando somministrato direttamente a lattanti e bambini piccoli per prevenire le coliche. E potrebbe essere un rischio potenziale - possiamo arguire - anche per gli adulti che ne facessero uso regolare o abbondante, specialmente se in aggiunta ad altre sostanze cancerogene assorbite con una dieta sbagliata, cioè in carenza di efficaci antiossidanti alimentari.

Vista la diffusione popolare millennaria del finocchio (la parte attiva, la "droga", sono i semi, non il fusto ingrossato della pianta giovane della varietà da orto che mangiamo come alimento in insalata), sia come aromatizzante su pane, torte e biscotti, o in pietanze salate, insaccati e dolci d’ogni tipo, sia come rimedio erboristico, è prevedibile che lo scompiglio tra produttori, rivenditori e consumatori sarà stavolta ben più forte di quello creato dalla messa al bando, anni fa, dei semi della borragine, collegati ad un alto rischio di cancro al fegato a causa delle temibili pirrolizidine. Anche se non bisogna drammatizzare oltre il dovuto, perché quello del cancro è un tipico rischio complessivo dovuto a diversi fattori, certo è che ne risentirà anche il commercio, visto che intere linee di tisane molto diffuse a base di semi di finocchio, dalla Plasmon alla Aboca, come sanno gli erboristi e i commessi di supermercato, erano indirizzate proprio alla madre che allatta e al suo bambino, e anche ai disturbi digestivi di noi tutti. Ci sono giovani e anziani che seguendo il famoso dettame della Scuola Salernitana lo usano regolarmente, spesso in alternativa al caffè o al tè, talvolta sostituito o accompagnato dagli analoghi semi di anice, cumino, carvi e altri semi di ombrellifere. Il finocchio è proprio una delle erbe più consigliate e vendute, come mi conferma un’amica erborista, un rimedio considerato leggero, efficace, senza effetti collaterali.

E invece... Che lezione possiamo trarne? Sono sempre attivi i potenti veleni della Natura presenti negli "alimenti", anche quelli ritenuti "naturali per l’Uomo" (due termini, alimenti e naturali, arbitrari e relativi, fondati solo sulla nostra Storia e i nostri esperimenti rozzi e drammatici "per prove ed errori" dei secoli e millenni passati). Nessuna legge dell’Uomo può ridurli, come invece accade per i pesticidi artificiali creati dalla nostra chimica. Noi "naturisti" scientifici interessati al cibo e alla medicina lo dovremmo sapere bene. Potremmo ridurne alcuni, forse, con selezioni genetiche finalizzate, sia tradizionali (si spera), sia Ogm, che per il momento nessuno di noi auspica, per i tanti probabili effetti secondari. I veleni della Natura sembrano agire contro l’Uomo, e questo risulterà intollerabile ad alcuni di noi malati di ottuso antropocentrismo (la convinzione, tipica del Cristianesimo e delle altre religioni, che l’Uomo sia al centro di tutto), ma in realtà quei veleni sono utili, sono veri e propri "pesticidi naturali", un mezzo complesso con cui le piante si difendono dai raggi ultravioletti o dai predatori animali o da altro ancora. Insomma, pare proprio che l’Uomo non sia affatto considerato dalla Natura, che "agisce" nella sua evoluzione come se noi umani non esistessimo. Meditate, gente, su questa poco accettata prevalenza assoluta delle piante, dei vegetali, nell’ecologia della Terra. Altro che potenza dell’Uomo, altro che prevalenza degli animali nell’interesse umano. Le piante potrebbero vivere anche da sole, sono loro le vere regine della Terra. Gli animali, invece, compreso l’Uomo, non sono autosufficienti, e dipendono in tutto dalle piante (per alimentazione, equilibrio ecologico, clima, ecc).

Che fare, allora, visto che le sostanze mutagene o cancerogene sono presenti ubiquitariamente nella nostra dieta e nelle nostre abitudini? Se volessimo eliminarle tutte, ci ritroveremmo senza cibo, senza condimenti, senza rimedi erboristici familiari. E la vita stessa sarebbe impossibile. Perfino le grotte che facevano da riparo ai progenitori trogloditi emettevano il cancerogeno gas radon. Insomma, non è possibile per l'Uomo eliminare tutti i rischi. Si tratta semmai di ridurli, cercando di neutralizzarli con i potenti antiossidanti degli alimenti e con abitudini di vita più salutiste, più naturiste. In modo da conservare una qualità della vita accettabile.

Nel caso delle tisane di semi di finocchio, perciò, come del resto per molti farmaci, il nostro modesto suggerimento di buonsenso, dopo lo studio dell'Inran, è che non dovrebbero essere consumate da donne incinte o che allattano, e dai bambini piccoli. Per tutte le altre categorie di persone il rischio estragolo va a sommarsi a tutti i rischi analoghi degli alimenti, che vanno certamente ridotti quanto più possibile, ma che non possono essere eliminati. Gli "altri", insomma, possono continuare a berla questa tisana, se procura dei vantaggi, ma con maggiore moderazione e senza eccessi (certo, non tre volte al giorno, ma una tazza ogni tanto, quando appare indispensabile), visto oltretutto che non si tratta di un cibo o rimedio essenziale, possibilmente nell'ambito di una dieta in cui prevalgono i cibi antiossidanti (almeno 3 porzioni al giorno di verdura e 2 di frutta, legumi, cereali integrali, semi oleosi) e in cui sono scarsi i cibi e le abitudini di vita che provocano radicali liberi (cotture ad alta temperatura, specialmente per carni e grassi, fritture, eccesso di grassi e di carni rosse, alcol, eccesso di sale, conserve sottosale, fumo, sedentarismo ecc). Nessun problema dovrebbe esserci per i semi di finocchio al naturale usati in piccolissime quantità e consumati di rado come aromatizzanti in cucina (pane, biscotti ecc).

Ma ecco il comunicato: "L’Inran, l’ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione vigilato dal Mipaaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), ha condotto uno studio sull’estragolo, sostanza naturale presente nei semi di finocchio e, di conseguenza, nelle tisane a base di questo ingrediente, molto utilizzate non solo come digestivo per grandi e piccoli, ma soprattutto come rimedio naturale per le coliche dei neonati e per favorire la produzione del latte nelle mamme durante l’allattamento. Già nel 2001 l’estragolo era stato riconosciuto come sostanza cancerogena e genotossica a livello europeo, tanto da bandirne l’aggiunta come aromatizzante agli alimenti trasformati. La ricerca, realizzata nell’ambito del progetto europeo Facet, finanziato nel VII Programma Quadro, in cui l’Inran coordina il sottoprogetto relativo agli aromi alimentari, ha permesso per la prima volta di ottenere stime dell’esposizione all’estragolo associata al consumo di tisane al finocchio basate su analisi relative a prodotti in commercio, invece di stimarne la concentrazione in modo indiretto a partire da una serie di assunzioni. Nella prima fase dello studio sono state individuate le tre tipologie di prodotti in commercio per la preparazione di tisane al finocchio: bustine da tè, tisane solubili istantanee e semi sfusi. Per quanto riguarda le prime due sono stati raccolti i prodotti più diffusi sul mercato nazionale, 9 per le bustine da tè e 7 per le tisane istantanee, mentre il campione relativo ai semi sfusi, acquistati in 6 differenti erboristerie di Roma, considerata l’estrema variabilità del prodotto, non è altrettanto rappresentativo. Ogni tisana è stata poi preparata con 100 ml di acqua bollente, con un tempo standard di infusione di 7 minuti sia per le bustine da tè che per i semi sfusi. Per i preparati solubili invece, sono state seguite le istruzioni riportate in etichetta. I livelli di estragolo rilevati dalle analisi confermano che l’esposizione a questa sostanza è troppo elevata perché il consumo di tisane possa essere considerato sicuro, per lo meno nel caso dei neonati, come spiega Antonio Raffo, ricercatore Inran e autore della ricerca. "Per avere un rischio basso l’esposizione dovrebbe essere 10.000 volte inferiore alla soglia di cancerogenicità misurata negli animali di laboratorio. Al contrario, nel caso di un neonato che consumi 100 ml (un piccolo biberon) di tisana di finocchio al giorno, abbiamo riscontrato un margine molto più basso, nell’ordine di alcune centinaia di volte. Questi risultati confermano dunque le recenti indicazioni in materia dell’Emea, l’Agenzia europea che si occupa della valutazione scientifica dei farmaci, secondo la quale, il consumo di tisane al finocchio non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 4 anni, a meno di una specifica indicazione del pediatra, così come non è raccomandato nel caso di donne in gravidanza e durante l’allattamento." Inoltre, Catherine Leclercq, responsabile scientifico per l’Inran del progetto Facet, ricorda che "Da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove l’allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi e quindi consiglia di non somministrare né acqua né tisane ai neonati. Il rischio legato all’estragolo presente nelle tisane di finocchio è un motivo in più per attenersi a queste indicazioni. Per quanto riguarda le altre categorie di popolazione particolarmente vulnerabili (bambini sotto i 4 anni e donne in gravidanza e che allattano), occorre aumentare la consapevolezza di tutti circa la tossicità dell’estragolo" (Cristina Giannetti, u.s. Inran). .

Ed ora uno sguardo alla preziosa anticipazione dell’ abstract dello studio italiano come appare sul sito di Food and Chemical Toxicology (article in press): .

QUANTIFICATION OF ESTRAGOLE IN FENNEL HERBAL TEAS: IMPLICATIONS ON THE ASSESSMENT OF DIETARY EXPOSURE TO ESTRAGOLE Antonio Raffo, Stefano Nicoli and Catherine Leclercq. National Research Institute for Food and Nutrition (Inran), via Ardeatina 546, 00178 Rome, Italy.

Quantification of estragole content in commercial fennel herbal teas was carried out in order to allow for a more accurate estimate of the dietary exposure to estragole. A simple and rapid analytical method, based on Stir Bar Sorptive Extraction and GC–MS, was developed for this purpose. Fennel teas obtained from different types of commercial products were analysed. Concentration levels ranged from 241 to 2058 μg L−1 in teas from teabags, from 9 to 912 μg L−1 in diluted instant teas from 251 to 1718 μg L−1 in teas from not packaged seeds. Based on these data and considering the daily consumption of three portions of herbal tea, a maximum exposure to estragole for adults of 10 μg/kg bw/day was calculated. The relatively high level observed in diluted instant teas of some brands deserves attention since these products are designed for infant consumption. Estimated exposure in infants was up to 51 μg/kg bw/day for teas from teabags, and up to 23 μg/kg bw/day for instant teas. A generalization of the use of suitable technologies in production processes of instant teas could substantially reduce the exposure to estragole in the vulnerable population groups (infants, young children, pregnant and breastfeeding women) who consume these products.

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23 Comments:

Anonymous Anonimo said...

c***0, le mie ciambelline ai semi di finocchio!!!!!

martedì, dicembre 21, 2010 2:57:00 AM  
Blogger rita said...

Addio tisana mattutina ai semi di finocchio! Mi butterò sulla camomilla?

martedì, dicembre 21, 2010 8:56:00 AM  
Anonymous Giulia said...

Non ci posso credere! Finalmente avevo trovato un rimedio efficace e naturale al gonfiore intestinale! Oltre alla tisana prendo anche delle compresse erboristiche di semi di finocchio che trovo ottime! Solo che sono molto concentrate per cui a questo punto vorrei evitarle. Cos'altro consiglia al posto dei semi di finocchio che abbia lo stesso effetto sgonfiante, digestivo e anti meteorismo?

martedì, dicembre 21, 2010 11:01:00 AM  
Blogger Nico Valerio said...

Calma, Rita, Giulia e Anonimo! Dopo la vostra risposta, come dire, emotiva, ho riscritto alcune parti e fatto qualche aggiunta esplicativa. Siete forse tutte e tre donne incinte o lattanti? Per gli adulti il rischio estragolo, che va certamente ridotto, va a sommarsi a tutti gli altri rischi di cancro, che si riducono (non eliminano) con una dieta protettiva e stile di vita sano.

martedì, dicembre 21, 2010 12:26:00 PM  
Anonymous Ivana said...

Caspita, non l'avrei mai detto...:-(
Grazie molte per il bell'articolo, molto documentato come sempre.

martedì, dicembre 21, 2010 12:42:00 PM  
Anonymous Ivana said...

Ah, be', grazie della spiegazione: conmtinuerò a prendere la mia tisana, ma solo quando ho maldipancia...:-)

martedì, dicembre 21, 2010 3:22:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

nnlo sapevo da un po' vario tra tisane per il mio bimbo a 13 mesi e beve un sacco anche due biberon al giorno di finocchio o camomilla
grazie per il bell'articolo.vane

martedì, febbraio 01, 2011 12:07:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

anke il mam tea dell'humana ke tra gli altri ingredienti ha estratti di finocchio è da evitare? io ne faccio uso xkè sto allattando...

martedì, febbraio 01, 2011 6:16:00 PM  
Blogger Giulia said...

Sono Giulia, ho 36 anni e sto allattando il mio secondo figlio, di 1 mese.A differenza della prima figlia,ora sto assumendo regolarmente quasi 1 litro di tisana al finocchio istantanea al giorno e devo dire che il bimbo non ha coliche ed io ho molto più latte della prima volta che ho allattato.E ora cosa devo fare?!Devo assolutamente smettere di assumerla?In attesa di un gentile e solerte riscontro, saluto cordialmente

martedì, febbraio 01, 2011 8:26:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Giulia, un litro di tisana di finocchio al giorno per un neonato? Mi sembra una pazzia. E' l'assunzione regolare che spaventa. Sotto i 4 anni io non darei mai questi semi ricchi di potenti principi farmacologici. Mi riferiscono che ieri in tv, verso le 11 (che trasmissione potrà mai essere?) un noto pediatra ha ribadito questo concetto. Se non ci credi, telefona o invia una email da parte mia al fitoterapeuta medico dr. Fabio Firenzuoli dell'Osp. di Empoli, dandogli anche il link alla pagina di questo articolo.

martedì, febbraio 01, 2011 10:18:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Mam-tea? Che fantasia terra terra questi produttori di tisane... Lo stesso che per Giulia (vedi). Non posso sapere che concentrazione ha. Mi preoccupa che sia un "estratto"...

mercoledì, febbraio 02, 2011 12:19:00 AM  
Blogger Giulia said...

Nico Valerio, 1 litro di tisana al finocchio la bevo IO (non mio figlio!), sia per aumentare la produzione di latte, sia per "passarlo" attraverso il mio latte appunto al mio bambino (consiglio del mio pediatra)

mercoledì, febbraio 02, 2011 10:54:00 AM  
Blogger Nico Valerio said...

Giulia, meglio così...:-) Rileggiti il comunicato Inran dentro il mio articolo, e se vedi rappresentato il tuo caso (mi pare si parli di un controllo pediatrico)tranquillìzzati.

mercoledì, febbraio 02, 2011 11:07:00 AM  
Anonymous Anonimo said...

anke io ho seguito il servizio in tv xciò ho posto la domanda del mam tea... cmq io ne assumo 2 tazze al giorno (ma nn sempre)... considerato ke nn è unico ingrediente... in quanto dicevo contiene "Saccarosio, maltodestrine, estratti vegetali (ibisco,finocchio,rooibos, verbena, lamponi, trifoglio greco, galega) 3,6%, vitamina C... è sempre da evitare???????

mercoledì, febbraio 02, 2011 12:51:00 PM  
Anonymous anny said...

anche io sono una mamma, ho un bimbo di 6 mesi. fino ad ora sto procedendo con l'allattamento esclusivo al seno, così niente tisane, acqua etc.... io però ho assunto fino a ieri, una/due tazze di tasana in filtro di finocchio al giorno. spero di non aver trasmesso al mio bimbo attraverso il latte la parte cancerogena.

mercoledì, febbraio 02, 2011 4:23:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

da quando ho letto questo articolo e sentito di questa notizia non bevo più. durante l'ultima gravidanza e l'allattamento successivo ho assunto cica 1 litro di tisana di finocchio al giorno. Pensare di essermi sacrificata così tanto per mio figlio e poi, D.o non voglia, avere trasmesso delle sostanze cancerogene mi fa stare male.
rispetto al fumo di sigarette che rischio è questo dei semi di finocchio?
E' davvero spaventoso che vengano ancora venute le tisane e i derivati di questi semi se sono davvero così nocivi.
La tossicità rimane in circolo anche dopo che si è smesso di assumerli?
Insomma, per quanto tempo uno deve rimanere preoccupato?

giovedì, febbraio 03, 2011 2:02:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

RISCHIO. Anny e le altre. Rileggetevi con attenzione, parola per parola, l'articolo. Dice che è stata rilevata nelle tisane di semi di finocchio una quantità eccessiva di sostanza cancerogena, la stessa molecola del basilico. Ma molti alimenti vegetali contengono sostanze extra-nutrizionali, antinutrizionali, tossiche o cancerogene). L'articolo non dice che dopo migliaia di anni di uso si è scoperto che il seme fa venire sempre e comunque qualche tumore. E' solo un rischio. E il rischio va calcolato con la somma di tutti i rischi analoghi. E se volessimo stupidamente eliminare tutti i rischi, anziché accontentarci di ridurli, moriremmo di fame...:-)

giovedì, febbraio 03, 2011 9:51:00 PM  
Anonymous Madama Dorè said...

Grazie molte.

giovedì, febbraio 03, 2011 9:53:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Chi ha il terrore di questa o quella sostanza chimica o tossica o antinutrizionale o cancerogena presente in un alimento, si legga per rilassarsi questo
articolo.

venerdì, febbraio 04, 2011 11:17:00 PM  
Anonymous Dietella said...

Ragazze questa è una notizia bomba!
Pensate inoltre in alto adige dove il pane è pieno di semi di finocchio.
:o !!

giovedì, febbraio 10, 2011 11:40:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

assumo regolarmente da 4 anni ilrelaxcol un prodotto di qualita di una grande casa farmaceutica non saprei farne a meno e non credo che una cosa che mi fa eliminare l'aria mi toglie il gonfiore addominale produce butirrato e mi regolarizza il transito intestinale eliminandomi emorroidi e tossine possa essere cancerogeno

venerdì, febbraio 18, 2011 8:32:00 AM  
Blogger claudio said...

Bisognerebbe doverosamente precisare che non è uno studio clinico randomizzato doppio cieco (e su numeri consistenti di soggetti) volto a dimostrare la carcinogenicità del finocchio! La natura fornisce piante con fitocomplessi piuttosto ricchi di sostanze chimiche spesso con effetti assolutamente antagonisti e contrastanti, inoltre la consuetudine millenaria d'uso rende l'organismo umano spesso adattato biologicamente anche alle sostanze potenzialmente nocive. Occorre molto equilibrio, prudenza e buon senso nel valutare le notizie sui prodotti naturali, positive o negative che siano, nel costruire polveroni che servono spesso a nascondere le reali e pesanti minacce globali che gravano sulla nostra alimentazione!

domenica, marzo 13, 2011 9:57:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Claudio non diciamo sciocchezze, che cioè non è "uno studio sulla popolazione". Ma uno studio del genere con una sostanza sicuramente cancerogena come l'estragolo è vietato sull'uomo dall'etica. Ti offri tu come cavia? Vuoi gli esperimenti del nazista dr Mengele? E d'altra parte una osservazione di lungo periodo sull'alimentazione di una massa di persone comprendente "anche" semi di finocchio sarebbe impossibile oppure lunga e costosissima, e non darebbe risultati. E poi non si tratta di batteri o virus a cui le difese immunitarie si "abituano": ai cancerogeni non ci si abitua affatto, anzi aumenta il rischio più passa il tempo. Anzi è così che la Natura ha selezionato l'Uomo nei millenni. Proprio per cose del genere il 30-50% dei tumori ha origine alimentare.

domenica, marzo 13, 2011 10:20:00 PM  

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