sabato 21 aprile 2007

PROSTATA. Troppi formaggi (e grassi): finlandesi a rischio. Che c’entra il calcio?

Un’amica è preoccupata perché il marito ha la prostata ingrossata e ama molto i formaggi. In un sito - mi dice - è citato un recente studio scientifico secondo i quali i formaggi sono a rischio statistico nel tumore della prostata. «Mio marito predilige i formaggi. Secondo te, qual è la dose da non superare per non aver problemi in futuro? 200 ml di latte intero e 30-50g di formaggi stagionati sono una quantità a rischio?»
      Rispondo così. Intanto, bisogna vedere quanto quel sito sia serio e affidabile dal punto di vista scientifico. Perfino alcuni studi sono discutibili, figuriamoci i siti web che li citano! Anzi, la maggior parte dei siti internet di salute, alimentazione e vita sana sono poco affidabili (a proposito, per valutare a occhio quanto sia alto il rischio che un sito dica delle "bufale", si veda la mia guida pratica). Poi, in caso di qualunque malattia, bisogna rivolgersi a un medico specialista reale, che si assuma la responsabilità di visitare, consigliare esami ecc. Infine si deve considerare che, anche se fosse provato che un eccesso di formaggi è collegato a un maggior rischio di tumore alla prostata, innanzitutto ci deve essere l'eccesso, e poi si tratta di aumento di rischi e probabilità, non di certezze matematiche. Ci sono pur sempre le diversità del metabolismo di ognuno, le difese naturali, le più diverse e imprevedibili caratteristiche e predisposizioni nei singoli soggetti, e anche i vari rischi aggiuntivi. Dall’abstract ho visto che lo studio, riguardava uomini tutti fumatori. Il che significa un rischio molto più alto, che sicuramente accresce i rischi dei grassi alimentari. Ma che non può essere riferito pari pari, senza correzioni, a uomini non fumatori.
      Ciò detto, lo studio di Mitrou, Albanes e altri, pubblicato su International Journal of Cancer ("A prospective study of dietary calcium, dairy products and prostate cancer risk"), sembrerebbe confermare il legame statistico tra consumo di latticini e maggior rischio di cancro della prostata. Ma è molto discutibile, tra i tanti cibi consumati ogni giorno, isolarne statisticamente uno (o un gruppo) e metterlo in correlazione con una malattia. In questo modo si può dimostrare quasi qualsiasi collegamento. E alla fine, chi ci rimette è l’incolpevole calcio, tanto più quello molto assimilabile di cui i latticini sono ricchi. Con enorme confusione da parte dei medici e del pubblico, che potrebbero pensare che ad aumentare il rischio cancro della prostata sia davvero l’anti-cancerogeno calcio, non uno squilibrio ormonale, una predisposizione ereditaria o l’eccesso di acidi grassi saturi dei formaggi (e di chissà quanti altri alimenti grassi e cotti ad alta temperatura…).
      Ad ogni modo, gli autori hanno controllato l'assunzione del minerale calcio (come rivelatore di consumo alimentare) e latticini in 29.133 uomini (finlandesi e fumatori), e hanno appurato che durante i 17 anni dello studio il rischio di cancro alla prostata aumentava con l'aumento del consumo di latticini e calcio. Gli uomini che consumavano più formaggi (il calcio, come minerale abbondante nei formaggi viene usato quasi come un marker: in questo caso la misura scelta era oltre 2 grammi al giorno) avevano un rischio superiore del 63%, rispetto agli uomini che assumevano formaggi per meno di 1 g di calcio al giorno.
      Come viene motivato dai ricercatori questo maggior rischio? Un modo d’azione probabile è che dosi elevate di calcio aiutino l’escrezione dall'organismo di vitamina D, essenziale per la salute della prostata. A leggere titolo e abstract, c'è da restare di stucco: lo studio collega il maggior rischio all’assunzione di calcio sopra 1 g al giorno (e quello dei latticini è calcio altamente assimilabile). Ma come - direte voi - il calcio non era un minerale anti-cancro? Certo che lo è. Il calcio è anti-cancro: lo dimostrano molti studi. Si comprende, perciò, che nello studio il calcio svolge il ruolo di marker, cioè di rivelatore, del latte e dei formaggi realmente consumati. Un criterio scientifico, quantitativo e sicuro (secondo gli autori) della quantità di latticini consumati. In realtà ci pare un criterio vecchio, sorpassato, quello del calcio come marker dei latticini. Sembra sfuggire agli autori che nuovi studi provano l'alta assimilabilità anche del calcio presente nell'acqua (di rubinetto e in bottiglia) e della discreta o buona assimilabilità del calcio di alcuni vegetali.
      Ad ogni modo, sia chiaro, qui il calcio serve solo a denotare una particolare dieta, ma non ha colpe proprie. Anzi di per sé il calcio è protettivo dal cancro. Basta prendere uno studio scientifico a caso, però pubblicato su una prestigiosa e prudente rivista di medicina pratica (The Lancet) e su un gran numero si soggetti. Qui si guarda al rischio di tumore al colon:
      Comunque, anche seguendo lo studio di Mitrou, il marito della mia amica, probabilmente non fumatore, che consuma le quantità di latticini sopra dette, non dovrebbe avere un rischio troppo alto. Facciamo dei calcoli all’ingrosso: 50g di stagionato danno 500-600mg di Ca, più 125g di latte: 147mg. Totale: 640-750 mg circa di Ca.
     Ma, attenzione, altri studi attribuiscono il maggior rischio ai grassi saturi o ai grassi complessivi della dieta, altri ancora ipotizzano un ruolo delle casomorfine (prodotte durante la digestione d’una proteina dei latticini).
Perciò, per chi ha ipertrofia prostatica, con buonsenso contadino io ridurrei le 2-3 porzioni ammesse dalla Piramide alimentare, che si rivolge genericamente a tutti. P.es., solo 100g di latte al mattino, più 30-40g, un assaggio, di formaggio, ma non ogni giorno. Se quella è la sua quota proteica e non un’aggiunta extra, molto meglio allora i legumi, e perfino un uovo. Se poi non è vegetariano, consiglio il pesce (sgombro, acciughe e pesce azzurro in genere), purché non fritto, almeno non regolarmente.
      Come fare colazione con poco latte? Per dargli più corpo e sapore lo si trasforma in quasi-yogurt aggiungendo il succo di mezzo limone (acido citrico e vit.C, sempre utili). E subito vi si versano dentro o fiocchi di avena già spugnati in acqua, oppure il pane integrale in tocchetti. Un cucchiaino di miele sopra darà un tocco delizioso. In alternativa c'è sempre il vasetto di yogurt da 125ml. Non va bene, però, quello greco Total, perché è povero di fermenti vivi ed ha molta panna aggiunta.
      Ma per la prostata io ridurrei in modo drastico i grassi totali e i saturi. In due modi: sia mangiandone pochi (eliminerei del tutto salumi e carni grasse, e ridurrei molto i formaggi), sia ostacolandone l'assorbimento con legumi e cereali integrali ogni giorno. L’ideale sarebbe una dieta vegetariana.

RIFERIMENTO.
DIETARY VITAMIN D AND CALCIUM AND RISK OF COLORECTAL CANCER: A 19-YEAR PROSPECTIVE STUDY IN MEN. C.Garland, The Lancet, 325, 8424, 307-309. Mortality rates from colon cancer in the USA are highest in populations exposed to the least amounts of natural sunlight; differences in endogenous vitamin D production and calcium absorption could be responsible. To investigate this possibility, the association of dietary vitamin D and calcium with 19-year risk of colorectal cancer was examined in 1954 men who had completed detailed, 28-day dietary histories in the period 1957-59. Risk of colorectal cancer was inversely correlated with dietary vitamin D and calcium. In the quartiles of a combined index of dietary vitamin D and calcium, from lowest to highest, observed risks of colorectal cancer were 38·9, 24·5, 22·5, and 14·3/1000 population. This association remained significant after adjustment for age, daily cigarette consumption, body mass index, ethanol consumption, and percentage of calories obtained from fat.

AGGIORNATO IL 12 MAGGIO 2016

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5 Comments:

Anonymous saddam said...

Adesso neanche più i formaggi si possono mangiare. Che palle.

23 aprile 2007 17:25  
Anonymous Anonimo said...

hussein said:

quello che fa male oggi magari fa bene domani :-)
nella scienza medica ci sono dei cambiamenti di "opinioni" talvolta sconvolgenti !
non ci resta che sperare.

28 maggio 2007 16:30  
Anonymous Anonimo said...

Questo è solo per la prostata !!!
Poi ci sono i polmoni,il fegato,i reni,il pancreas,il cuore etc..etc..
Cosa non dovremmo mangiare?

29 marzo 2008 07:30  
Anonymous Anonimo said...

Domanda: ma quindi anche il sesame che contiene calcio fa male per la prostata?
Stefano

15 marzo 2011 14:29  
Blogger Nico Valerio said...

Il calcio fa bene, soltanto bene. Riduce il rischio di cancro. Nello studio serviva solo come rivelatore del consumo di latticini nella dieta.

30 marzo 2011 16:45  

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